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Disciplinare di
produzione della ceramica artistica e tradizionale di Grottaglie
INDICE
Premessa
Parte I° - Grottaglie e la ceramica: cenni storici
Parte II° - La Ceramica di Grottaglie oggi
Parte III° - Le Istituzioni Ceramiche a Grottaglie
Art.1 - Diritto alla denominazione
Art.2 - Zona di produzione
Art.3 - Materie prime e fasi produttive
Art.4 - Prodotti innovativi
Art.5 - Marchio e denominazioni
Art.6 - Produzione per contenimento alimentare
Art.7 - Forme, stili e decori della ceramica di Grottaglie
Art.8 - Comitato di disciplinare
NOTE
Premessa
Il presente disciplinare serve a regolamentare e a tutelare la ceramica tradizionale e artistica grottagliese, ai fini della conservazione delle sue origini morfologiche, decorative, tecnologiche e per la difesa del prodotto locale, quale patrimonio artistico di un centro di produzione ceramico famoso nel territorio nazionale.
INDICE
I° Parte
Grottaglie e la ceramica: cenni storici
La ceramica a Faenza è nota sin dalla occupazione romana, risalente al III secolo a.C.. Lo dimostrano i forni antichi di epoca ellenistica presenti anche nelle fabbriche attuali. Grottaglie, tra il 400 e il 500 accentrava già gran parte del traffico commerciale del settore di produzione ceramica del porto di Taranto verso i Paesi balcanici, la Turchia, le isole del Peloponneso. I numerosi reperti ceramici risalenti all'età classica, conservati soprattutto nel museo della Magna Grecia di Taranto, dimostrano quanto siano antiche le radici di una produzione artistico-artigianale che proprio nel territorio della Magna Grecia ebbe il suo splendore massimo. La presenza di reperti archeologici del periodo medioevale dimostra la continuità di ceramica tradizionale engobiata e sopradipinta. Nel 1400 una famiglia, Simone De Faenza e i figli Antonio e Andrea, è rimasta famosa per la produzione della ceramica locale. Gli elenchi dei ceramisti dal 1500 al 1800 sono riportati da Nicola Vacca in "Rivista Salentina" del 1936 e prelevati dal catasto del Palazzo Reale di Napoli prima dell'incendio del 1943. Le botteghe figuline nate dentro grotte naturali o scavate all'interno del tufo calcareo, con gli anni si sono estese dispiegandosi all'esterno con cortili e piazzali molto suggestivi, guadagnando così nuovi spazi per sopperire meglio alle crescenti esigenze nella attività di produzione, esposizione e vendita dei manufatti ceramici. Una attività quella ceramica divenuta fin da subito arte, nobile fonte di sostentamento per molte famiglie grottagliesi. Proprio a coronamento di tanto sudore e amore per l'argilla che nel 1887 nasce la Scuola d'Arte di Grottaglie. Esattamente un secolo dopo la Scuola oggi "Istituto Statale d'Arte" ha trasferito la sua sede nel tipico quartiere delle Ceramiche.
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II° Parte
La Ceramica di Grottaglie oggi
La ceramica di Grottaglie vanta una tradizione plurisecolare, continua a rivestire ancora oggi una notevole importanza, anche da un punto di vista economico, essendo espressione di artigianato, segno di vitalità creativa e produttiva della nostra terra. I vasai a Grottaglie vantano un rione "Le camenre" extra moenia, fuori dal centro storico, dove sono ubicate una cinquantina di botteghe. Grottaglie è tra i 26 centri italiani che hanno il riconoscimento di Città con antica tradizione ceramica. Le tipologie oggettuali più ricorrenti prodotte, di tipo prettamente artistico e decorativo vanno dalla ceramica da tavola - notevoli gli splendidi decori di piatti, boccali, zuppiere, bicchieri, zuccheriere, saliere - alla ceramica da giardino, caratterizzata dai rinomati "capasoni" (otri), dalle "craste" (vasi di grande portata), dalle "crastodde" (vasi di piccola portata) e dai "pumi", decori. Inoltre caratteristici sono i complementi di arredo come ceramica da collezione per composizioni su mattonelle, fischietti, bambole, acquasantiere e composizioni ceramiche in stile greco-romano: riproduzioni raffinate e credibili tanto nei cromatismi che nelle forme, in grado di esprimere tutto il fascino del passato. Alla valorizzazione della ceramica grottagliese tutte le Istituzioni sul territorio concorrono con le proprie specificità per una dignitosa e adeguata presentazione espositiva e commerciale. I ceramisti grottagliesi per uno stretto contatto con la realtà, realizzano un aggiornamento continuo per quanto di più prestigioso nel campo della attività creativa ceramica viene proposto nel mondo attraverso partecipazione a convegni, rassegne, mostre e fiere.
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III° Parte
Le istituzioni ceramiche a Grottaglie
1. Istituto Statale d'Arte per la Ceramica
2. Mostra della Ceramica Le fiere della ceramica nel territorio sono note fin dal Medio Evo:
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1960. Mostra dell'Arte e dell'Artigianato Grottagliese.
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1971. Mostra della Ceramica.
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1972. Concorso Ceramica Mediterranea.
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1986 a tutt'oggi. La Ceramica nel Quartiere della Ceramica.
3. Mostra del Presepe La lunga tradizione di "pasturari" ha le sue origini dal Presepe del 1530 di Stefano da Putignano, sito nella locale Chiesa del Carmine.
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Art. 1
Diritto alla denominazione
1. La denominazione di origine "Ceramica Artistica e Tradizionale di Grottaglie", in base alla legge 09.07.1990, n.188, come modificata dall'art.44 della legge 06.02.1996, n.52, recante "Tutela della Ceramica Artistica e Tradizionale e della Ceramica di Qualità", è riservata:
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ai ceramisti che producono manufatti nella zona di cui all'art. 2 della legge 188/90;
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ai ceramisti iscritti nell'apposito registro di cui all'art. 3 della legge medesima;
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ai ceramisti che mantengono inalterate le caratteristiche nella tipologia, morfologia e tecnologia, del patrimonio artistico di Grottaglie e che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare.
2. Detta denominazione viene riportata nei marchi di identificazione apposti sulle opere che rispondono ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare.
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Art. 2
Zona di produzione
1. La produzione ceramica in tutte le fasi deve avvenire nelle botteghe della Città di Grottaglie, sia che siano ubicate nel quartiere sia in altre zone del territorio grottagliese.
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Art. 3
Materie prime e fasi produttive
1. I manufatti della produzione ceramica grottagliese (terracotte, terracotte verniciate, maioliche) devono essere realizzati con argille di tipo calcareo/ferruginose.
2. L'uso degli impasti bianchi, non è consentito per la produzione di tipologie ceramiche di Grottaglie.
3. La tecnica a terzo fuoco non è ammessa per decorare manufatti con motivi decorativi del patrimonio artistico grottagliese.
4. Tutte le fasi produttive devono essere eseguite all'interno della bottega del ceramista. E' consentito provvedersi di semilavorati realizzati all'esterno della propria azienda, purchè rispondano ai canoni stilistici delle forme tipiche grottagliesi, accertandosi che l'esecutore operi a Grottaglie e che sia regolarmente iscritto nell'Albo delle Imprese Artigiane o al Registro delle Imprese.
5. Per la decorazione dei manufatti tradizionali è vietato l'uso della decalcomania e della serigrafia e tutte quelle tecniche per le produzioni seriali a piccolo e grande fuoco.
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Art. 4
Prodotti innovativi
1. Per i prodotti innovativi avranno diritto al Marchio i produttori ceramici espressione di modificazione e aggiornamento dei modelli per quanto attiene le forme, i decori e la ricerca tecnologica, rispetto ai canoni stilistici tradizionali.
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Art. 5
Marchi e Certificati
1. Fa parte integrante del presente disciplinare un marchio consistente nella rappresentazione grafica di carattere generale definita ed approvata dal Consiglio nazionale ceramico.
2. Ogni pezzo avrà un sigillo a crudo o gran fuoco.
3. Nel sigillo verrà indicato il nome, la sigla o il segno del ceramista in lettere o per esteso. La parola OPM - Opus Manufactum - con la data e l'anno di produzione.
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Art. 6
Produzione per contenimento alimentare
1. Tutta la produzione destinata al contatto di sostanze alimentari, metterà in evidenza l'indicazione in conformità alle norme UNI.
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Art. 7
Forme, stili e decori della ceramica di Grottaglie
1. Sono attribuiti alla tradizione ceramica di Grottaglie, i seguenti stili e decori:
DECORI:
Stile greco romano apulo
Il medio evo:
Il rinascimento
Il barocco
Il rococò
L'ottocento
Il novecento
Un particolare della decorazione grottagliese è la rappresentazione di un gallo ruspante. La sua origine appartiene alla ceramica messapica (Museo di Lecce) e rappresenta la "fertilità".
COLORI: Sono tipici della tradizione decorativa grottagliese i seguenti colori:
FORME Le forme della tradizione ceramica grottagliese vengono indicate come: Arte capasonara
Arte faenzara
Arte maiolicana
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Piatti a muro di tutte le dimensioni con istoriato profano e religioso
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La pupa o pupazza
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La ciarla (piccola o grande)
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Pume di fiori
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Cas'pot, piccoli e monumentali, bianchi, gialli, verdi, plasticati e decorati con gusto rinascimentale, barocco e rococò
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Fischieddi, campanieddi, trumbetti, scucarieddi, pasturi
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Acquasantiera, opera religiosa documentata nella storia
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Cavallo con amazzone
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Acquasantiera
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Zuppiera
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Servizi da tavola
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Piastrelle di pavimentazione e rivestimento
Arte rustica
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Terracotta grezza con decorazione incisa col pettine o graffita con cardium o modellata a unghiate
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Monocottura
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Crasta di cofunu - Crasta da giardino - Limmone - Pitale - Minzana rustica - Crasta a cesta - Capasa - Vummile
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Art. 8
Comitato di disciplinare
1. Il presente disciplinare è sottoposto alla vigilanza del Comitato di disciplinare costituito ai sensi della legge 188/90.
2. Per le funzioni e l'operatività del Comitato medesimo, si rimanda all'art. 7 della legge 188/90 e alla deliberazione adottata dal Consiglio nazionale ceramico in data 12.12.1996.
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NOTE
Disciplinare approvato dal Consiglio nazionale ceramico del 30.11.99.
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